Volcano Asención in Ometepe, Nicaragua.

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A guardare le acque del fiume Po si pensa che non vi sia altro posto dove stare, nel silenzio pieno di gorgoglii leggeri, a volo d’uccello.
Quando si è davanti al fiume ci si chiede dove stia andando, o dove stiamo andando noi, perché la forza della sua voce ci impone la sua presenza, impone la nostra presenza a noi stessi.
Ed allora salire su una barca diventa quasi naturale, come l’avessimo fatto da sempre.
Ed un territorio di acqua e terra, che si compenetrano, può essere percorso solo muovendosi da un elemento all’altro con la libertà e l’apertura che ha un bambino, che salta i fossi nella campagna in cerca del limite del suo balzo. E il limite, pur nei suoi spazi immensi, il territorio del Delta del Po, c’è lo offre ad ogni sguardo: un territorio mai uguale, che sposta le sue terre e le sue acque continuamente, dando origine ad una geografia nomade, che mette alla prova le definizioni e i paragoni con altre terre.
Con le nostre imbarcazioni vorremmo condurre il visitatore lungo le vie d’acqua, per completare ed integrare, insieme alla visitazione “a terra”, la conoscenza del Parco del Delta del Po.
Ed ogni corso d’acqua e gli ambienti che si attraversano, richiede imbarcazioni diverse, ciascuna adatta a far ascoltare i luoghi che penetra…punti di vista. Perché il Delta è anche, e soprattutto questo, punti di vista da cui osservare: a pelo d’acqua, da piccole barche, in mezzo ai canneti dove l’occhio si insinua tra gli odori e le luci filtrate dai canneti delle lagune e delle sacche; dall’alto di una motonave che offre lo svelare degli intrecci dei paradeli e la geometria naturale delle terre emerse o l’incontro generatore del fiume con il mare.
Un viaggio ha sempre un primo passo. E nel Parco del Delta è forse quello di seguire il ramo principale, il Po di Venezia, per comprenderne la grandezza e la forza, l’evoluzione del territorio e il cambiamento del paesaggio naturalistico.
Buona navigazione!!!